WEC 2016 Season Review – Un secondo posto a Le Mans, la vittoria al Nürburgring e due difficili gare in Nord America

22 dicembre 2016

WEC 2016 Season Review – Un secondo posto a Le Mans, la vittoria al Nürburgring e due difficili gare in Nord America

Maranello, 22 dicembre 2016 – Il viaggio attraverso la stagione 2016 del WEC di Ferrari.com continua con la seconda delle tre puntate.

 

Le Mans. Passa più di un mese e le vetture tornano in pista: è il momento del principale appuntamento della stagione, la 24 Ore di Le Mans. Nella classe GTE-Pro le due vetture del team AF Corse sono affiancate dalla 488 GTE di Risi Competizione, solitamente impegnata nel campionato IMSA. A guidarla sono Giancarlo Fisichella, Toni Vilander e Matteo Malucelli. A questo punto entra in gioco il Balance of Performance, anche noto con l’acronimo di BoP, vale a dire l’insieme di limitazioni e regole messe in campo per garantire quanto più possibile prestazioni equilibrate tra le varie vetture GT. Questa variabile diventa la grande protagonista della stagione e prenderà un ruolo sempre più importante, fino a snaturare completamente i valori in campo condizionando pesantemente i risultati del campionato. Prima della 24 Ore di Le Mans la superiorità manifestata dalla Ferrari viene giudicata eccessiva dalle autorità sportive che cambiano il BoP affibbiando alla 488 GTE 20 kg in più di peso e altre piccole limitazioni. Per contro appare chiaro come alcuni costruttori abbiano interpretato le prime due corse della stagione come una sorta di test in vista della celebre maratona francese. Tra questi c’è certamente la debuttante Ford che piazza quattro vetture nelle prime cinque posizioni in qualifica dopo le quali il BoP viene ulteriormente ritoccato. La gara è difficile per le Ferrari di AF Corse. La 488 GTE numero 51, terza in qualifica, è protagonista a inizio gara ma poi James Calado, che la divide con Bruni e Alessandro Pier Guidi, nel rientrare ai box dopo una foratura passa troppo violentemente su un cordolo danneggiando l’auto e portandola, di fatto, fuori dai giochi per la vittoria. La 71 dei leader di campionato (Rigon-Bird cui si aggiunge Bertolini) accusa qualche problema di prestazione ma occupa sempre una delle prime quattro posizioni fino a quando, poco dopo metà gara, l’esplosione del cerchio posteriore destro costringe ad un mesto ritiro Davide Rigon, impossibilitato a raggiungere il box su tre ruote. A tenere alta la bandiera della Ferrari ci pensa il team Risi Competizione. La vettura numero 82 resta a una manciata di secondi dal leader fino alle 11 del mattino quando Vilander, costretto ad andare al limite per tenere il passo della Ford, non commette un errore che regala ai rivali il via libera per la vittoria. La Ferrari “americana” è comunque splendida seconda.

 

Il successo. Per il Cavallino Rampante va molto meglio nella classe GTE-Am: terzi l’anno precedente, Townsend Bell, Jeff Segal e Bill Sweedler, riescono a vincere pur dopo una qualifica disastrosa. I tre di Scuderia Corsa precedono sul podio Collard-Perrodo-Aguas che così prendono il largo in campionato complice anche il ritiro dei rivali dell’Aston Martin. Per una manciata di secondi non c’è addirittura un podio tutto Ferrari, con la 458 Italia del team Clearwater Racing che si ferma al quarto posto con Weng Sun Mok, Keita Sawa e Bob Bell. Arrivano anche la sesta posizione con Formula Racing (Johnny Laursen, Mikkel Mac e Christina Nielsen) e la decima con l’altra vettura di AF Corse affidata a Duncan Cameron, Matt Griffin e Aaron Scott.

 

Nürburgring. Il WEC torna in pista a luglio al Nürburgring, dove il BoP viene ulteriormente modificato per aiutare l’Aston Martin che lamenta la scarsa competitività della sua Vantage, vettura non nuova anche se aggiornata aerodinamicamente. Nel team AF Corse si capisce subito che sarà una gara difficile perché le vetture inglesi volano sui rettilinei con le nuove disposizioni imposte dai tecnici federali. L’Aston Martin conquista facilmente la pole position, mentre la prima Ferrari è quarta a quasi un secondo di distacco. Ci vuole una corsa di altissimo livello di James Calado e “Gimmi” Bruni per sovvertire i valori in campo. Il pilota inglese è un martello sul piano del ritmo e Bruni ci mette del suo per superare in curva l’Aston Martin di Nicki Thiim e Marco Sorensen, visto che, causa BoP, sui rettilinei per la 488 è diventato impossibile. In GTE-Am il team inglese non ha rivali con Collard-Perrodo-Aguas che possono solo difendersi portando a casa un importante secondo posto.

 

Mexico City e COTA. Il campionato torna in pista a fine agosto per la novità della stagione, la 6 Ore del Messico, disputando a soli 15 giorni di distanza anche la 6 Ore del Circuit of the Americas. Queste due gare sono un monologo Aston Martin. Il successo del Nürburgring, infatti, oltre alla soddisfazione porta alla Ferrari anche un ulteriore cambiamento di BoP che fa perdere alle 488 GTE ancor più competitività. Bruni e Calado limitano i danni ottenendo due secondi posti, mentre Rigon e Bird perdono punti dalla vetta, ora presa da Sorensen e Thiim. L’Aston Martin dal canto suo supera la Ferrari tra i costruttori. È il momento più difficile della stagione, mentre nella classe GTE-Am a vincere le gare sono due Porsche con Collard-Perrodo-Aguas che tornano ad avvantaggiarsi sui rivali dell’Aston Martin.